Ogni cosa è fulminata

Ogni cosa è fulminata. Veramente.
Il nuovo libro di Luciana Littizzetto si intitola così.  Un martello pneumatico che scava nel quotidiano, nelle piccole cose che ci accadono ogni giorno  e che spesso non sopportiamo. Le Picicì  (Piccole cose certe). Non c’è una storia, non c’è una trama, ma solo un elenco di cose il cui utilizzo è poco chiaro se non ingiustificato. Piccole cose che, leggendole, fanno spuntare inevitabilmente un sorriso.
Si può anche partire dalla fine. Dalla biografia per esempio, da quel trafiletto che si trova alla fine del libro, in alto a destra. “Luciana Littizzetto vive a Torino e di professione fa la scema”. Poi si torna all’inizio, a quel suo curriculum vitae dissacrante ed autoironico. Il resto scorre da solo, come una scala mobile. Per rendere tutto più divertente si può provare a leggere il contenuto ad alta voce, magari con la voce di Luciana che conferisce quel tono tipico della battuta alla riflessione.
Ma chi non ci ha pensato almeno una volta nella vita?
Alla musica nei negozi “a un volume inumano”, alla paletta della scopa che lascia quella “sottile linea grigia” di sporco, al montante del parabrezza che ostruisce la vista, ai sacchetti di plastica che si rompono troppo facilmente. Questo libro diventa “manifesto sull’importanza trascurata delle piccole cose” che potrebbero rendere la vita più semplice e invece quasi sempre la complicano. La Littizzetto si pone come difensore e “paladina” delle piccole esigenze quotidiane, delle “rotture” che ci interessano necessariamente.
Ed è questo il fatto più interessante. La capacità che il comico possiede di osservare e poi comprendere la vita delle persone e di saperla raccontare, coi suoi pregi e i suoi difetti, arrivando a delineare un quadro sociale nitido che accomuna tutti o quasi e in cui ci sentiamo inclusi. Fa ridere, ma anche riflettere. Permette di sentirsi meno soli, più compresi. Il fatto che altre persone considerino opprimente o noiosa una cosa, come te, inorgoglisce, rende più forti. Ma per rendere questo effetto serve un occhio esterno, che sappia valutare la società e se stesso da un’altra prospettiva, che percepisca il sentimento del contrario pirandelliano. Quello del comico. E Luciana Littizzetto, con i suoi interventi a Che tempo che fa, con la recitazione nei film e con l’attività letteraria, dimostra di possederlo e saperlo usare magistralmente.
N. B.

La foto è tratta da http://www.elleppi.it

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